FPFERROVIA PORRETTANALa storia corre attraverso l’Appennino
La storia / Capitolo XI

DOSSIER · LA FERROVIA ALTO PISTOIESE

A Pracchia si incontravano due ferrovie

Porrettana e Ferrovia Alto Pistoiese condividevano un nodo, ma avevano percorsi e ruoli distinti. Separarne le storie rende più chiara quella della montagna.

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1926: il treno entra nei paesi della montagna

La Ferrovia Alto Pistoiese viene inaugurata nel 1926. La scheda dell’archivio storico comunale di San Marcello Piteglio documenta l’attività fino al 1965 e il collegamento da Pracchia al territorio di San Marcello, fino a Mammiano. Il piccolo centro affacciato sul Reno diventa così il punto d’incontro fra la ferrovia che attraversa l’Appennino e quella che entra nei paesi della montagna.

Sono trascorsi sessantadue anni dal completamento della Porrettana. Nel frattempo il territorio ha nuove esigenze industriali e di mobilità: il valico esistente non basta a servire i centri che rimangono lontani dal suo tracciato. La ferrovia locale nasce per avvicinare quei luoghi al nodo di Pracchia.

Fonti: Comune di San Marcello Piteglio · L’archivio storico della FAP ↗

Dalla rete principale all’interno della montagna

L’inventario storico di San Marcello collega la nascita della ferrovia elettrica allo sviluppo delle attività industriali e alla crescita della mobilità. Il nodo di Pracchia permetteva di mettere in relazione la rete principale con una direttrice interna alla montagna.

Il passeggero che arriva dalla rete principale trova a Pracchia un collegamento diretto verso l’interno della montagna. L’incontro fra le due ferrovie non annulla le loro differenze: crea un punto di scambio fra percorsi, mezzi e organizzazioni distinti.

Fonti: Archivi Storici Toscani · Inventario di San Marcello Pistoiese ↗

Le tracce che cambiano uso

Il Ponte Grosso di Maresca fu percorso dal treno durante l’attività della FAP. Una comunicazione comunale dedicata alla sua riqualificazione ricorda questa funzione e l’uso pedonale successivo. La stessa struttura può dunque appartenere a esperienze differenti del territorio, senza perdere la traccia della propria origine.

A Pontepetri la vecchia stazione è indicata da Visit Pistoia come sede del Museo del Ferro e dell’Energia Rinnovabile. La trasformazione offre una continuità interessante: l’edificio che partecipava al movimento dei prodotti diventa un luogo in cui raccontare la produzione e l’energia della montagna. Il valore storico non dipende soltanto dalla permanenza del binario.

Fonti: Comune di San Marcello Piteglio · Il Ponte Grosso di Maresca ↗ · Visit Pistoia · Il percorso da Pracchia e la stazione di Pontepetri ↗

La ferrovia continua nei suoi documenti

La cessazione del servizio e la rimozione dei binari non cancellano tutte le possibilità di ricostruire il percorso. Planimetrie, documenti tecnici e atti amministrativi conservati nell’archivio della FAP permettono di cercare risposte anche quando una struttura è stata trasformata o non è più riconoscibile sul posto.

Una planimetria consente di seguire il binario anche quando sul terreno è scomparso. Una fotografia chiarisce come si presentava una stazione quando era in uso. Incrociando questi documenti, la breve storia della FAP torna a occupare il suo posto nella più lunga vicenda dei collegamenti della montagna.

Fonti: Comune di San Marcello Piteglio · L’archivio storico della FAP ↗