Una locomotiva non vale l’altra
Una fotografia di un treno storico può raccogliere in un solo convoglio mezzi di epoche differenti. Per interpretarla occorre distinguere la data della corsa, l’anno di costruzione della locomotiva e quello delle carrozze. Un viaggio rievocativo non riproduce necessariamente la composizione esatta di un servizio del passato: può riunire materiale conservato e utilizzabile oggi.
La stessa cautela vale per le sigle. Il numero di un gruppo identifica una famiglia di macchine, non un singolo esemplare. Le caratteristiche tecniche descrivono possibilità e destinazioni d’uso; non dicono, da sole, quanto un treno potesse trainare su qualunque linea. Pendenza, curve, stato del binario e composizione del convoglio cambiano il problema.
Fonti: Fondazione FS · Archivio Rotabili e disegni del Servizio Materiale e Trazione ↗ · Fondazione FS · Catalogo delle locomotive a vapore (schede 640 e 740) ↗
Le macchine della rampa dovevano tornare indietro
Un problema del servizio a vapore emerge nel testo tecnico pubblicato da Luigi Sugliano nel 1885: le locomotive specializzate per le rampe costituiscono una risorsa limitata. Dopo avere accompagnato un treno, devono essere nuovamente disponibili nel punto in cui inizia il servizio successivo.
Il loro ritorno occupa a sua volta il binario. Aggiungere macchine al convoglio non significa quindi aumentare senza limiti la capacità della ferrovia: bisogna organizzare anche il movimento delle locomotive, il loro rifornimento e la manutenzione. Il deposito e la stazione appartengono allo stesso problema del treno in salita.
Fonti: Luigi Sugliano · Considerazioni sulla Direttissima, 1885, capitolo II (documento d’epoca) ↗
640 e 740: leggere le macchine conservate
Le locomotive che incontriamo nei programmi storici appartengono a fasi successive all’inaugurazione della linea. Il confronto fra gruppi conservati aiuta a capire scelte tecniche diverse, ma non costituisce l’elenco delle macchine in servizio sulla Porrettana nel 1864.
Il catalogo di Fondazione FS presenta la 640 come una locomotiva nata per servizi passeggeri veloci: velocità massima indicata 100 chilometri orari, tre assi motori accoppiati. La 740, con quattro assi motori accoppiati, è associata a una velocità massima di 65 chilometri orari. Questi valori non sono le velocità tenute sulla Porrettana: sono caratteristiche dei gruppi.
Il confronto permette di separare due idee spesso confuse: andare veloce e muovere un carico difficile. Un numero elevato di cavalli non racconta tutto. Il contatto delle ruote motrici con la rotaia determina quanta parte dello sforzo possa essere trasmessa senza slittare. Più potenza disponibile non equivale automaticamente a una migliore partenza su una rampa.
Fonti: Fondazione FS · Catalogo delle locomotive a vapore (schede 640 e 740) ↗
Il treno si portava dietro una parte del proprio viaggio
Il tender di una locomotiva a vapore raccoglie le scorte di acqua e combustibile. A differenza di un treno elettrico alimentato dalla linea, il convoglio deve trasportare anche queste risorse e prevedere il loro rifornimento. Le strutture idriche visibili nelle fotografie delle stazioni acquistano così un significato operativo.
Una sosta poteva servire a più esigenze contemporaneamente: il movimento dei viaggiatori, un incrocio, una manovra o la preparazione della macchina. Non bisogna attribuire automaticamente tutte queste funzioni a ogni fermata. Il punto è che l’orario era l’esito di un sistema materiale, fatto di uomini, impianti e scorte, oltre che di distanze da percorrere.
Fonti: Fondazione FS · Catalogo delle locomotive a vapore (schede 640 e 740) ↗ · Bologna Online · I ventilatori nelle gallerie ↗
Le porte raccontano il modo di salire
Le carrozze chiamate Centoporte devono il soprannome ai numerosi sportelli sulle fiancate, non a un conteggio letterale di cento porte. Nel catalogo FS sono documentate diverse serie. Guardare la successione degli accessi aiuta a capire una concezione del trasporto diversa da quella delle vetture con pochi grandi vestiboli.
Anche il Porrettana Express ha utilizzato composizioni con Centoporte. Per il programma storico del 2018, invece, Fondazione FS documentava una E.626 con due carrozze Corbellini sulla relazione Pistoia–Porretta. Sono esempi di iniziative già avvenute, utili per riconoscere mezzi e famiglie di carrozze; non costituiscono una promessa sul materiale di una futura corsa.
Fonti: Fondazione FS · Catalogo delle carrozze storiche ↗ · Fondazione FS · I treni storici Pistoia–Porretta del 2018 ↗